Miniere di Sale di Wieliczka: la città sotterranea scolpita nel sale
Piero: dopo aver esplorato il centro storico di Cracovia, oggi ci aspetta uno dei luoghi più straordinari di tutta la Polonia: le Miniere di Sale di Wieliczka.
Angela: ci toccherà fare una levataccia ma abbiamo fatto una scelta azzeccatissima: prenotare il primo ingresso della giornata, alle 8!
Piero: il consiglio è di acquistare i biglietti online con largo anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione. Le visite sono esclusivamente guidate e gli orari più richiesti tendono a esaurirsi rapidamente.
Angela: quando siamo arrivati davanti all'ingresso il sole stava appena illuminando le strade di Wieliczka e c'era ancora pochissima gente.
Piero: il vantaggio è stato enorme: entrando per primi abbiamo potuto ammirare molte sale praticamente da soli, senza gruppi davanti a noi e senza dover aspettare per fotografare gli ambienti più belli.
Angela: una vera festa per te! Una sensazione rara in un luogo che ogni anno accoglie milioni di visitatori.
Piero: da Cracovia arrivare qui è semplicissimo: Wieliczka si trova a circa quindici chilometri dal centro e può essere raggiunta facilmente in treno, autobus o automobile.
Le origini dell'oro bianco di Polonia
Angela: prima di iniziare la discesa facciamo un salto indietro nel tempo, perché questa non è soltanto una miniera.
Piero: infatti, è una delle miniere di sale più antiche del mondo ancora visitabili. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando in questa zona sono stati scoperti enormi giacimenti di salgemma.
Angela: oggi il sale è una cosa comune, ma nel Medioevo era una ricchezza straordinaria.
Piero: veniva chiamato "oro bianco" e serviva soprattutto per conservare gli alimenti: era fondamentale per il commercio e rappresentava una delle principali fonti di reddito per il Regno di Polonia.
Angela: per secoli le entrate provenienti da Wieliczka hanno contribuito a finanziare castelli, città e persino l'Università di Cracovia.
Piero: pensa che qui hanno lavorato generazioni di minatori per oltre settecento anni. Con pazienza e fatica hanno scavato centinaia di chilometri di gallerie sotterranee, creando un mondo sotterraneo unico.
Angela: un mondo che oggi è Patrimonio UNESCO.
Piero: esatto. Nel 1978 le Miniere di Sale di Wieliczka sono state inserite tra i primi siti riconosciuti come Patrimonio dell'Umanità UNESCO, proprio insieme al centro storico di Cracovia.
Nelle profondità della terra: il viaggio sotterraneo ha inizio
Angela: è arrivato il momento di entrare. O meglio, di scendere.
Piero: davanti a noi si apre il Pozzo Danilowicz, l'ingresso storico utilizzato dai visitatori. La guida ci conduce verso una lunga scala di legno che sembra scomparire nel sottosuolo.
Angela: la discesa è già un'esperienza. In totale il percorso turistico raggiunge una profondità di circa 135 metrisotto il livello del suolo e, per arrivarci, si affrontano ben 380 gradini: una discesa importante ma non particolarmente impegnativa. La si percorre piacevolmente al pensiero che la risalita la faremo con un comodo ascensore…
Piero: gradino dopo gradino la luce naturale svanisce. Il rumore della città scompare completamente e viene sostituito da un silenzio quasi irreale.
Angela: la temperatura cambia immediatamente. Qui sotto ci sono circa 14 gradi costanti durante tutto l'anno. L’impianto di areazione è perfetto ed un sistema di porte che si aprono e chiudono davanti e dietro di noi lo mantiene in equilibrio.
Piero: una volta raggiunto il primo livello ci troviamo in un ambiente completamente diverso da qualsiasi altra miniera abbia mai visitato.
Angela: le pareti hanno sfumature grigie e nere.
Piero: molti visitatori restano sorpresi quando scoprono che ciò che stanno osservando non è roccia comune ma sale: basta illuminare alcune superfici per vedere piccoli cristalli brillare nella penombra.
Angela: iniziamo a percorrere gallerie sotterranee che sembrano non finire mai. La miniera è immensa: nel corso dei secoli sono stati scavati oltre 245 chilometri di cunicoli distribuiti su numerosi livelli sotterranei.
Piero: la prima grande camera che incontriamo è la Sala Nicola Copernico. Il celebre astronomo ha visitato la miniera nel 1493, quando era ancora uno studente dell'Università di Cracovia.
Angela: al centro della sala si trova una statua che lo raffigura mentre osserva il cielo ed è incredibile pensare che anche questa scultura sia stata realizzata nel sale dai minatori-artisti.
Piero: è una delle caratteristiche più affascinanti di Wieliczka: molte opere che vedremo non sono state scolpite da professionisti, ma dagli stessi lavoratori della miniera, uomini che trascorrevano gran parte della loro vita sottoterra e che, durante il tempo libero, trasformavano il sale in arte.
Angela: proseguendo arriviamo alla Camera Janowice. Qui la guida ci racconta una delle leggende più amate della Polonia: quella di Santa Kinga.
Piero: la principessa ungherese che, secondo la tradizione, avrebbe gettato il proprio anello in una miniera del suo paese prima di trasferirsi in Polonia.
Angela: e l'anello sarebbe stato ritrovato proprio qui, all'interno di un blocco di sale estratto a Wieliczka. Una storia che collega indissolubilmente la santa alla miniera.
Piero: la sala è popolata da statue che rappresentano i protagonisti della leggenda.
Angela: camminando tra le gallerie notiamo continuamente travi e strutture in legno.
Piero: la cosa curiosa è che il sale ha conservato questi elementi in modo straordinario. Alcune parti hanno secoli di vita.
Angela: arriviamo poi alla Camera Sielec.
Piero: qui si comprendono meglio le tecniche di estrazione utilizzate nel passato.
Angela: la guida mostra antichi argani, sistemi di sollevamento e macchinari che sfruttavano la forza degli animali.
Piero: pensare alla fatica necessaria per estrarre migliaia di tonnellate di sale senza tecnologie moderne fa davvero impressione.
Angela: in un'altra sala incontriamo una curiosa presenza: gli gnomi di sale.
Piero: piccole statue che ricordano le figure leggendarie che, secondo alcune tradizioni popolari, proteggevano i minatori durante il lavoro.
Angela: un'altra curiosità riguarda l'aria della miniera.
Piero: ricca di microparticelle saline, tanto che da anni alcune aree vengono utilizzate per particolari terapie respiratorie.
Angela: mentre continuiamo a camminare, ogni sala sembra superare la precedente.
Piero: statue, bassorilievi, laghetti sotterranei e camere scavate nel sale si susseguono senza sosta.
Angela: dopo aver percorso lunghi corridoi e superato numerose camere estrattive, la guida rallenta il passo.
Piero: davanti a noi si apre un grande ingresso.
Angela: è il momento che tutti aspettano.
Piero: stiamo per entrare nella Cappella di Santa Kinga, il luogo più spettacolare di tutta la miniera.
La Cappella di Santa Kinga: la cattedrale di sale che lascia senza parole
Piero: per qualche secondo rimaniamo immobili davanti a tanta bellezza. Le fotografie viste prima della partenza non preparano minimamente a quello che si prova entrando qui.
Angela: la Cappella di Santa Kinga non sembra una sala sotterranea, sembra una vera cattedrale di sale.
Piero: una cattedrale scavata nel sale a oltre cento metri di profondità e la cosa più incredibile è che quasi tutto ciò che vediamo è stato realizzato nel sale.
Angela: le pareti sono di sale, il pavimento è di sale, gli altari sono di sale, le statue sono di sale: la guida continua a ripetercelo. Persino i giganteschi lampadari di sale che pendono dal soffitto contengono elementi realizzati con cristalli di sale purificati.
Piero: la cappella misura circa 54 metri di lunghezza, 18 metri di larghezza e 12 metri di altezza: dimensioni impressionanti per un ambiente interamente scavato a mano dai minatori.
Angela: qui la fede e la fatica si fondono in un'unica opera d'arte. Pensare che per completarla sono stati necessari decenni di lavoro. La guida, come già detto, ci spiega che i minatori trascorrevano gran parte della loro vita sottoterra e dedicavano il loro tempo libero a realizzare queste opere meravigliose, di cui questa certamente rappresenta il culmine.
Piero: la prima cosa che attira il mio sguardo è il magnifico soffitto.
Angela: non è liscio come ci si potrebbe aspettare. Presenta decorazioni, intagli e motivi geometrici che ricordano le volte delle grandi chiese europee.
Piero: le superfici riflettono la luce in modo particolare, con il sale che crea sfumature che vanno dal grigio chiaro all'argento, regalando all'ambiente una luminosità quasi irreale.
Angela: poi gli occhi vengono catturati dagli enormi lampadari di sale.
Piero: sembrano lampadari di cristallo provenienti da un palazzo reale: anche qui, i cristalli che li compongono derivano dal sale estratto nella miniera e lavorato fino a farlo diventare trasparente.
Angela: quando la luce li attraversa, tutta la cappella si illumina con riflessi spettacolari.
Piero: al centro della navata il pavimento merita una sosta.
Angela: le lastre sono state scolpite con motivi ornamentali che ricordano tappeti di pietra, ma anche qui non c'è pietra, ma sempre e solo sale.
Piero: avanzando verso il presbiterio si incontra l'altare maggiore, elegante, armonioso e sorprendentemente raffinato.
Angela: sopra l'altare domina la figura di Santa Kinga, patrona dei minatori del sale.
Piero: è impossibile non notare il livello di dettaglio raggiunto dagli scultori: le pieghe delle vesti, i volti, le espressioni.
Angela: il capolavoro assoluto della cappella si trova lungo una delle pareti: il celebre bassorilievo dell'Ultima Cena.
Angela: da lontano sembra un'opera in marmo.
Piero: anche questa, da lontano sembra un’opera in marmo ed invece, indovina? È stata scolpita direttamente nella parete di sale.
Angela: l'autore si è ispirato chiaramente all'Ultima Cena di Leonardo da Vinci e i dettagli sono straordinari.
Piero: è una di quelle opere che più la osservi e più scopri particolari nascosti.
Angela: ma non è l'unico rilievo presente nella cappella.
Piero: le pareti raccontano episodi del Nuovo Testamento e della storia religiosa attraverso sculture e decorazioni monumentali.
Angela: ogni angolo sembra custodire un dettaglio da osservare.
Piero: la cosa che colpisce maggiormente è il silenzio: nonostante il numero di visitatori che comincia ad aumentare, qui dentro tutti abbassano spontaneamente la voce.
Angela: forse perché ci si rende conto di trovarsi in un luogo speciale. Un luogo nato dal lavoro di generazioni di minatori: rispetto per la religione sicuramente ma forse anche per la fatica.
Piero: uomini che hanno trasformato una semplice camera estrattiva in una delle chiese sotterranee più straordinarie del mondo.
Angela: non è soltanto il punto più bello della visita, è uno di quei luoghi che da soli valgono il viaggio in Polonia.
Piero: e mentre ci prepariamo a lasciare la cappella, mi volto ancora una volta.
Angela: perché sai già che le fotografie saranno bellissime.
Piero: ma sai anche che nessuna riuscirà davvero a restituire la meraviglia che si prova trovandosi qui, nel cuore della terra, davanti a questa incredibile cattedrale di sale.
Oltre Santa Kinga: laghi sotterranei, cattedrali di legno e meraviglie nascoste
Angela: chiaramente Santa Kinga è il punto più alto della visita, la cartolina che tutti portano a casa. Ma le Miniere di Sale di Wieliczka continuano a stupire.
Piero: le gallerie proseguono nel sottosuolo e ci accompagnano verso nuove camere scavate nel corso dei secoli. Alcune conservano ancora l'aspetto originale delle aree di lavoro.
Angela: estremamente suggestivi sono sicuramente i laghi sotterranei, nella parte più bassa accessibile della miniera.
Piero: questi piccoli specchi d’acqua hanno una superficie talmente calma da sembrare vetro. L'acqua immobile riflette le luci creando giochi di specchi davvero affascinanti.
Angela: la guida ci spiega che l'elevata concentrazione di sale rende impossibile affondare facilmente. Qualche turista buontempone ha anche pensato di tuffarsi per provare…
Piero: le pareti illuminate si riflettono nell'acqua scura e per un attimo si perde la percezione delle dimensioni reali della cavità: è uno degli ambienti più fotografati dell'intero percorso.
Angela: proseguendo incontriamo altre camere enormi. Alcune raccontano l'evoluzione delle tecniche estrattive e altre mostrano macchinari, carrucole e sistemi utilizzati per trasportare il sale verso la superficie.
Piero: ogni ambiente aggiunge un tassello alla storia di questo luogo.
Angela: ma una delle sorprese più belle ci aspetta poco più avanti: una gigantesca struttura in legno bianco.
Piero: si rimane sicuramente colpiti dalle sue dimensioni: è difficile immaginare che un'opera del genere si trovi oltre cento metri sotto terra.
Angela: le travi si intrecciano formando una struttura elegante e perfettamente conservata. Il colore chiaro del legno crea un contrasto magnifico con il grigio delle pareti di sale.
Piero: la guida ci spiega che il legno utilizzato nella miniera si è conservato in modo eccezionale grazie all'ambiente salino. Ed è proprio questa combinazione tra ingegneria, natura e storia che rende Wieliczka così speciale.
Angela: non si visita soltanto una miniera: si attraversano secoli di lavoro umano.
Piero: prima di raggiungere l'uscita passiamo accanto a sale utilizzate per eventi, concerti e persino celebrazioni religiose. Qualcuno potrebbe anche decidere di sposarsi qui, anche se non è esattamente economico… Un'altra dimostrazione di come questo luogo continui a vivere ancora oggi.
Angela: poi arriva il momento della risalita e niente scale questa volta.
Piero: utilizzeremo l'ascensore dei minatori. Una cabina metallica essenziale, stretta e spartana.
Angela: più che un ascensore sembra una gabbia industriale.
Piero: la caratteristica più simpatica è la sua struttura a due livelli, con i visitatori che vengono distribuiti tra i due piani della cabina.
Angela: ci si ritrova vicinissimi agli altri passeggeri, quasi come sardine e inevitabilmente scappa qualche sorriso.
Piero: le porte si chiudono e in pochi secondi l'ascensore parte verso la superficie. Una salita rapidissima che contrasta con la lunga discesa dell'inizio.
Angela: quando le porte si riaprono, la luce naturale ci accoglie nuovamente.
Piero: siamo tornati nel mondo di sopra.
Angela: ma prima di rivedere la luce del sole, scoprite con noi questa meraviglia in questo breve video.