Siena: il cuore medievale della Toscana

Piero: abbiamo rimesso in moto il van. Dopo le torri di San Gimignano, le mura perfette di Monteriggioni e le atmosfere etrusche di Volterra, il nostro viaggio tra i borghi della Toscana durante le vacanze natalizie, a cavallo di Capodanno, si conclude in una delle città più affascinanti d’Italia: Siena.

Angela: arriviamo nel primo pomeriggio, mentre la luce invernale accende i mattoni rossi delle mura medievali e le colline intorno alla città si colorano di sfumature dorate. Siena appare improvvisamente davanti a noi, arroccata sui suoi tre colli, con il profilo inconfondibile delle torri medievali e della cupola del Duomo di Siena che spuntano sopra i tetti.

Piero: entrare in città è come fare un salto indietro nel tempo. Qui il Medioevo non è solo una suggestione: è ancora la struttura stessa della città. Strade strette, vicoli che salgono e scendono, archi in mattoni, palazzi antichi e scorci che sembrano usciti da un affresco del Trecento.

Angela: arrivare con il van non è proprio semplicissimo. Abbiamo scelto un appartamento dentro le mura medievali, poco oltre Porta Romana, ma la ZTL limita parecchio l’accesso ai veicoli. Questo significa una cosa sola: parcheggiare non proprio vicino… e trascinare le valigie su e giù per le strade in salita.

Piero: una piccola fatica da mettere in conto. Noi abbiamo scelto di lasciare il van nel parcheggio gratuito che si trova proprio sotto la Fortezza Medicea. È una soluzione comoda e soprattutto senza costi, ma bisogna comunque prepararsi a una bella camminata fino al centro storico di Siena.

Angela: una volta entrati nelle mura della città, però, tutto cambia. Siena è una città che sembra sospesa nel tempo: vicoli stretti, mattoni rossi ovunque, scorci medievali e quell’atmosfera unica che racconta secoli di storia.

Piero: e mentre camminiamo tra questi vicoli antichi, con il profumo dei dolci senesi che arriva dalle pasticcerie e le bandiere delle contrade del Palio che sventolano tra i palazzi, abbiamo la sensazione che queste ultime due giornate saranno davvero speciali.

Angela: Siena ha un fascino unico: una città elegante, intensa, profondamente medievale, dove ogni strada racconta una storia fatta di mercanti, pellegrini, artisti e rivalità tra contrade. Scopritela con noi!

La storia millenaria di Siena

Piero: per capire davvero Siena bisogna fare un salto indietro nel tempo, molto indietro.

Angela: secondo la leggenda la città sarebbe stata fondata da Senio e Ascanio, figli di Remo, il fratello di Romolo. Dopo l’uccisione del padre, i due sarebbero fuggiti da Roma portando con sé la statua della Lupa Capitolina, simbolo che ancora oggi ricorre ovunque in città.

Piero: è una leggenda affascinante e molto amata dai senesi. In realtà l’origine storica è probabilmente etrusca, anche se l’insediamento romano che è sorto qui, chiamato Saena Iulia, rimane relativamente piccolo e poco rilevante.

Angela: la vera crescita arriva nel Medioevo. Grazie alla posizione strategica lungo la Via Francigena, la grande strada dei pellegrini che collegava il Nord Europa a Roma, Siena diventa un punto fondamentale per il commercio e per i viaggiatori.

Piero: tra il XII e il XIV secolo Siena vive il suo periodo d’oro. La città diventa una potente repubblica comunale, rivale storica di Firenze, e sviluppa una ricchezza straordinaria grazie ai commerci e soprattutto all’attività bancaria.

Angela: è proprio qui che nasce una delle più importanti tradizioni finanziarie europee. Nel 1472 viene fondato il Monte dei Paschi di Siena, che ancora oggi è considerato la banca più antica del mondo in attività.

Piero: il momento di massimo splendore si colloca tra Duecento e Trecento. In questo periodo vengono costruiti molti dei monumenti simbolo della città: il Duomo, il Palazzo Pubblico, la Piazza del Campo.

Angela: ma il destino cambia improvvisamente. Nel 1348 la terribile peste nera colpisce Siena con una violenza devastante. Si stima che la città perda oltre la metà della popolazione.

Piero: questo evento interrompe bruscamente molti progetti grandiosi, tra cui l’ambiziosa espansione del Duomo di Siena che avrebbe dovuto trasformarlo nella più grande cattedrale della cristianità.

Angela: nei secoli successivi Siena continua a difendere con forza la propria indipendenza fino al 1555, quando dopo una lunga guerra contro Firenze la città cade sotto il controllo dei Medici e diventa parte del Granducato di Toscana.

Piero: paradossalmente proprio questo declino ha preservato l’aspetto medievale della città. Siena non ha subito le grandi trasformazioni urbanistiche di altre città italiane ed è arrivata fino a noi quasi intatta.

Angela: oggi il centro storico di Siena è patrimonio UNESCO ed è uno dei complessi medievali meglio conservati d’Europa.

Il primo giorno a Siena: da Piazza del Campo al Duomo

Piero: il nostro giro non può che iniziare dal cuore della città: Piazza del Campo. È qui che si percepisce davvero l’anima di Siena. La piazza ha una forma inconfondibile, a conchiglia, e il pavimento in mattoni è suddiviso in nove spicchi da sottili linee di travertino, un richiamo diretto al Governo dei Nove, l’oligarchia che ha guidato la città tra la fine del Duecento e la metà del Trecento, nel periodo di massimo splendore della repubblica senese.

Angela: questa forma non è solo estetica. Tutto è studiato per creare uno spazio civico perfetto: la piazza scende dolcemente verso il Palazzo Pubblico, simbolo del potere comunale, come se l’intera città convergesse verso il luogo del governo. I palazzi che circondano la piazza, tutti costruiti in mattoni e con altezze simili, contribuiscono a creare una straordinaria armonia architettonica.

Piero: al centro della piazza troviamo la celebre Fonte Gaia. La fontana attuale è una copia novecentesca dell’originale realizzata da Jacopo della Quercia nel Quattrocento.

Angela: l’originale è conservato nel complesso di Santa Maria della Scala. Le sculture raffigurano scene bibliche e allegoriche, oltre alle figure di Rea Silvia e Acca Larenzia, legate al mito della fondazione di Roma.

Piero: ma Piazza del Campo non è soltanto un capolavoro urbanistico medievale. È anche il palcoscenico di una delle tradizioni più spettacolari e sentite d’Italia: il Palio di Siena.

Angela: due volte all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, questa piazza si trasforma completamente. Il pavimento in mattoni viene ricoperto da uno spesso strato di tufo, creando una pista che corre lungo il perimetro della piazza. In pochi giorni il cuore della città si trasforma in un vero e proprio ippodromo medievale.

Piero: a correre non sono semplici cavalli. Sono i cavalli delle contrade, i diciassette antichi quartieri storici in cui è divisa la città. Ogni contrada ha il suo simbolo, i suoi colori, il suo territorio e una comunità molto unita che vive questa appartenenza con un orgoglio incredibile.

Angela: durante il Palio, però, in gara scendono solo dieci contrade: sette partecipano di diritto mentre tre vengono estratte a sorte tra quelle che non hanno corso nella precedente edizione. Ogni cavallo viene montato da un fantino che corre senza sella, lanciato in una corsa mozzafiato di tre giri attorno alla piazza.

Piero: la gara dura poco più di novanta secondi, ma la tensione è altissima. Le curve sono strettissime, soprattutto quella di San Martino, e non è raro che i fantini cadano durante la corsa. Curiosamente può vincere anche un cavallo senza fantino, purché riesca a completare il percorso.

Angela: ma il Palio non è solo la corsa. È una tradizione che affonda le sue radici nel Medioevo e che coinvolge tutta la città per giorni interi. Prima della gara si svolge uno spettacolare corteo storico con centinaia di figuranti in costume medievale: tamburini, alfieri che fanno volteggiare le bandiere, cavalieri e rappresentanti di tutte le contrade.

Piero: ogni dettaglio è carico di simboli. Il drappellone, cioè il Palio, è uno stendardo dipinto ogni anno da un artista diverso e rappresenta il vero trofeo della corsa. Non è il cavallo o il fantino a vincerlo: è la contrada.

Angela: per i senesi è una questione di identità profonda. L’appartenenza alla contrada si trasmette quasi come un’eredità familiare. Si nasce, si cresce e si vive all’interno della propria contrada partecipando alle feste, alle cene collettive e ai momenti della vita del quartiere.

Piero: quando il Palio si conclude, la contrada vincitrice porta lo stendardo nella propria chiesa di contrada e iniziano festeggiamenti che possono durare giorni. È una gioia travolgente, mentre per le contrade rivali resta la promessa di rifarsi l’anno successivo.

Angela: ed è proprio questo che rende Piazza del Campo qualcosa di più di una piazza monumentale. Qui la storia medievale non è solo conservata nei palazzi o nei mattoni: continua a vivere ogni anno, rinnovandosi con la stessa passione che anima i senesi da secoli.

Piero: lasciamo la piazza e imbocchiamo Via di Città, una delle strade più eleganti e storiche del centro.

Angela: lungo questa via si susseguono palazzi medievali, botteghe storiche e scorci che raccontano la ricchezza della Siena mercantile.

Piero: ma prima di continuare ci concediamo una pausa obbligatoria: colazione allo storico Caffè Nannini.

Angela: questo locale è celebre in tutta Italia. È legato alla famiglia della cantante Gianna Nannini e dell’ex pilota di Formula 1 Alessandro Nannini.

Piero: tra ricciarelli, panforte e cavallucci, la tradizione dolciaria senese è qualcosa di irresistibile.

Angela: proseguendo arriviamo in Piazza Salimbeni, una delle piazze più eleganti della città.

Piero: qui ha sede il Monte dei Paschi di Siena, fondato nel 1472.

Angela: tra i palazzi della piazza compare spesso la figura della lupa, simbolo della città e richiamo alla leggendaria origine romana di Siena.

Piero: ci avviamo a questo punto verso una delle esperienze più emozionanti della città: la salita al Facciatone.

Angela: questa enorme struttura è ciò che resta del progetto trecentesco di espansione del Duomo di Siena.

Piero: l’idea era incredibile: trasformare la cattedrale esistente nel transetto di una chiesa gigantesca che sarebbe diventata la più grande della cristianità.

Angela: ma la peste del 1348, come detto, ha fermato tutto, probabilmente insieme a qualche errore di progettazione della struttura.

Piero: oggi si può salire lungo i camminamenti fino alla sommità. Da qui la vista è spettacolare: tetti rossi, torri medievali e colline della campagna senese.

Angela: accanto al Facciatone (il biglietto di accesso è unico) si trova il Museo dell’Opera del Duomo. E si comincia subito con un capolavoro: la Madonna del Perdono, il tondo marmoreo attribuito a Donatello.

Piero: qui sono conservate le statue originali della facciata, realizzate da Giovanni Pisano, oggi sostituite da copie sulla cattedrale.

Angela: nello stesso museo si trova anche il rosone originale del Duomo.

Piero: e soprattutto uno dei capolavori assoluti della pittura medievale: la Maestà di Duccio di Buoninsegna.

Angela: ci perdiamo nei tanti capolavori prima di uscire.

Piero: ci spostiamo di pochissimo arriviamo finalmente davanti al magnifico Duomo di Siena, uno dei capolavori assoluti dell’architettura religiosa italiana. La cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è il simbolo della potenza artistica e spirituale della città medievale.

Angela: già dall’esterno la chiesa lascia senza parole. La facciata, realizzata in gran parte nel XIII secolo, è un capolavoro del gotico italiano. Il contrasto tra il marmo bianco di Carrara e il marmo verde scuro di Prato crea un effetto scenografico incredibile, tipico dell’architettura senese.

Piero: la parte inferiore della facciata è stata progettata da Giovanni Pisano, uno dei più grandi scultori del Medioevo. Le statue che vediamo oggi sono copie, mentre gli originali, come detto, sono conservati nel Museo dell’Opera del Duomo per proteggerli dal tempo.

Angela: la parte superiore della facciata è invece frutto di interventi successivi, tra Trecento e Ottocento, con grandi mosaici dorati che rappresentano episodi della vita della Vergine Maria. Anche il grande rosone centrale contribuisce a rendere la facciata estremamente luminosa.

Piero: entrando nella cattedrale si resta immediatamente colpiti dall’alternanza delle colonne bianche e nere, i colori simbolo di Siena, che secondo la tradizione richiamano i cavalli dei leggendari fondatori Senio e Ascanio.

Angela: ma la vera meraviglia del Duomo è il suo straordinario pavimento intarsiato, considerato uno dei più belli al mondo. Si tratta di un ciclo di 56 pannelli marmorei, realizzati tra il Trecento e il Cinquecento, che raffigurano scene bibliche, allegorie e figure della cultura classica.

Piero: tra le immagini più celebri troviamo la Sibilla Cumana, Ermete Trismegisto, il Sacrificio di Isacco e la spettacolare Strage degli Innocenti, realizzata nel Cinquecento da Matteo di Giovanni. Per proteggere le tarsie, il pavimento resta coperto per gran parte dell’anno e viene scoperto solo in alcuni periodi.

Angela: tra le opere scultoree più importanti della cattedrale spicca il magnifico pulpito di Nicola Pisano, realizzato tra il 1265 e il 1268. È un capolavoro della scultura medievale, con pannelli che raccontano episodi della vita di Cristo con un realismo straordinario.

Piero: proseguendo lungo la navata si arriva sotto la grande cupola, progettata nel Quattrocento e successivamente decorata da Gian Lorenzo Bernini, uno dei grandi protagonisti del Barocco romano.

Angela: una delle stanze più sorprendenti della cattedrale è senza dubbio la Libreria Piccolomini, fatta costruire dal Cardinale Francesco Piccolomini, poi diventato Papa Pio III, per custodire i manoscritti dello zio Papa Pio II.

Piero: le pareti sono completamente ricoperte dagli straordinari affreschi di Pinturicchio, che raccontano la vita di Pio II con colori vivissimi e scene ricche di dettagli rinascimentali. È uno degli ambienti più luminosi e spettacolari di tutto il Duomo.

Angela: camminando tra queste navate si percepisce chiaramente quanto Siena, nel Medioevo, fosse una città ricchissima e ambiziosa. Ogni opera, ogni decorazione, ogni dettaglio del Duomo di Siena racconta il desiderio dei senesi di costruire una delle cattedrali più grandiose d’Europa.

Piero: e considerando il progetto mai completato del Duomo Nuovo, che avrebbe trasformato questa chiesa nella più grande della cristianità, possiamo dire che quella ambizione era tutt’altro che esagerata.

Piero: dopo un pranzo veloce torniamo nell’area del Duomo, esattamente alle spalle, per visitare il Battistero di San Giovanni.

Angela: al centro troviamo il magnifico fonte battesimale, decorato da artisti come Donatello, Ghiberti e Jacopo della Quercia.

Piero: poco sotto si trova la sorprendente Cripta del Duomo, scoperta solo nel 1999, con affreschi medievali straordinariamente conservati.

Angela: proprio di fronte al Duomo di Siena, sul lato opposto della piazza, si trova uno dei complessi più affascinanti della città: Santa Maria della Scala.

Piero: oggi è un grande complesso museale, ma per quasi mille anni è stato uno degli ospedali più importanti d’Europa. Il nome deriva semplicemente dalla sua posizione: si trova proprio davanti alla scalinata della cattedrale.

Angela: le origini risalgono almeno all’XI secolo, quando Siena era attraversata continuamente dai pellegrini della Via Francigena, la grande strada medievale che collegava il Nord Europa a Roma.

Piero: qui trovavano accoglienza pellegrini, malati, poveri e bambini abbandonati. Era molto più di un ospedale: una vera istituzione della città, sostenuta dalla Repubblica senese e dalle donazioni dei cittadini.

Angela: il cuore del complesso è il grande Pellegrinaio, la sala dove venivano ospitati i viaggiatori. Le pareti sono decorate da splendidi affreschi del Quattrocento che raccontano proprio la vita quotidiana dell’ospedale: medici che curano i malati, monaci che distribuiscono il cibo, pellegrini accolti dopo lunghi viaggi.

Piero: è quasi come guardare una fotografia del Medioevo. Le scene sono sorprendentemente realistiche e ci mostrano come funzionava uno dei più avanzati sistemi di assistenza dell’epoca.

Angela: continuando la visita si attraversano corridoi, cappelle e antiche sale ospedaliere. Alcuni ambienti scendono persino sotto il livello della città, con grandi spazi sotterranei utilizzati in passato come magazzini e depositi.

Piero: un luogo che racconta un aspetto meno conosciuto di Siena: non solo la città delle torri e del Palio, ma anche una città che per secoli ha accolto e curato i viaggiatori che attraversavano l’Europa medievale.

Piero: nel tardo pomeriggio raggiungiamo Fontebranda, una delle più antiche fonti medievali di Siena.

Angela: queste strutture erano fondamentali per la vita della città: servivano per l’acqua potabile, per lavare i panni e per le attività artigianali.

Piero: prima di cena ci fermiamo per un aperitivo a Palazzo Chigi Saraceni.

Angela: questo magnifico palazzo gotico ospita oggi la celebre Accademia Musicale Chigiana.

Piero: la serata continua con una cena tipica senese: pici, salumi toscani e un buon vino delle colline senesi.

Angela: e poi una passeggiata notturna per Siena. Le piazze illuminate, i vicoli silenziosi e i mattoni rossi sotto le luci creano un’atmosfera davvero magica.

Secondo giorno: Santa Caterina e il Palazzo Pubblico

Piero: il nostro secondo giorno inizia dalla Basilica di San Domenico.

Angela: qui è custodita una reliquia importantissima: la testa di Santa Caterina da Siena, una delle figure spirituali più importanti della storia italiana.

Piero: mistica, teologa e diplomatica, Caterina da Siena fu proclamata Dottore della Chiesa e patrona d’Italia. Santa Caterina è una figura centrale nella storia religiosa italiana anche per il suo importante ruolo di mediatrice politica del Trecento nel convincere il papa a tornare da Avignone a Roma.

Angela: la basilica è uno degli edifici religiosi più imponenti di Siena e anche la vista della città da qui è fantastica.

Piero: costruita tra il XIII e il XIV secolo, la chiesa colpisce subito per il suo aspetto austero: grandi muri in mattoni, linee semplici e una struttura che ricorda quasi una fortezza.

Angela: poco lontano, raggiungiamo la Fortezza Medicea, uno dei punti panoramici più piacevoli di Siena.

Piero: la fortezza è stata costruita nel XVI secolo dai Medici, dopo la conquista della città nel 1555. Era una struttura militare pensata per controllare Siena e impedire eventuali rivolte contro il nuovo potere fiorentino.

Angela: la struttura è imponente: grandi bastioni in mattoni, mura spesse e una pianta quadrangolare con quattro angoli fortificati. Oggi però l’atmosfera è completamente diversa rispetto al passato.

Piero: dove un tempo c’erano soldati e cannoni, oggi si passeggia tra viali alberati e prati. Le mura della fortezza sono diventate una splendida passeggiata panoramica, da cui si aprono bellissime viste sui tetti di Siena e sulle colline della campagna toscana.

Angela: non a caso questo è anche uno dei punti preferiti dai senesi per correre, passeggiare o semplicemente godersi un po’ di tranquillità lontano dal flusso dei visitatori del centro.

Piero: a pochi minuti di distanza, raggiungiamo il Santuario di Santa Caterina, costruito proprio nel luogo dove la santa è nata nel 1347.

Angela: il complesso è formato da diversi ambienti e cappelle che si sviluppano intorno alla casa della famiglia Benincasa, la casa natale della santa.

Piero: uno degli spazi più suggestivi è la piccola stanza dove Caterina viveva e pregava, un ambiente semplice e raccolto che conserva ancora oggi un’atmosfera molto intensa.

Angela: poco sopra si trova la Chiesa del Crocifisso, dove secondo la tradizione Caterina ha ricevuto le stimmate, un episodio che ha segnato profondamente la sua vita mistica.

Piero: il santuario è un luogo molto diverso dalle grandi chiese monumentali di Siena: più intimo, quasi nascosto tra i vicoli, ma proprio per questo capace di raccontare in modo diretto la storia e la spiritualità di una delle figure più importanti della città.

Angela: torniamo ancora una volta verso il cuore di Siena e ci fermiamo davanti al magnifico Palazzo Pubblico, il grande edificio in mattoni rossi che domina Piazza del Campo. È qui che per secoli ha avuto sede il governo della città, il famoso Governo dei Nove, che tra la fine del Duecento e la metà del Trecento guidò la repubblica senese nel suo periodo di massimo splendore.

Piero: il palazzo è stato costruito tra il 1297 e il 1310 proprio per ospitare l’amministrazione della città. La sua architettura è elegante ma solida: la facciata leggermente curva segue perfettamente la forma della piazza, quasi a voler abbracciare l’intero spazio civico. In alto si notano le bifore gotiche, il grande stemma mediceo aggiunto in epoca successiva e, naturalmente, la slanciata Torre del Mangia.

Angela: il nome della torre incuriosisce sempre i visitatori. In realtà deriva dal soprannome del primo campanaro, Giovanni di Balduccio, detto “Mangiaguadagni” perché, secondo la tradizione, spendeva tutto ciò che guadagnava in cibo e divertimenti. Col tempo il soprannome si è accorciato semplicemente in Mangia, dando così il nome alla torre.

Piero: costruita tra il 1338 e il 1348, la torre raggiunge circa 102 metri di altezza, ed è una delle torri medievali più alte d’Italia. In origine rappresentava anche un simbolo politico: doveva essere alta quanto la torre del Duomo, per indicare l’equilibrio tra potere civile e potere religioso nella città medievale. Purtroppo non riusciamo a visitarla a causa dei lavori di manutenzione.

Angela: pazienza perché Angela: entriamo finalmente nel Palazzo Pubblico, il cuore politico della Repubblica di Siena fin dal Trecento. Salendo lo scalone attraversiamo alcune delle sale storiche che raccontano il prestigio e la potenza della città medievale.

Piero: una delle più suggestive è la Sala del Risorgimento, decorata nell’Ottocento con grandi affreschi dedicati agli episodi dell’Unità d’Italia.

Angela: tutte le sale hanno qualcosa da rappresentare con il fascino degli affreschi.

Piero: certamente imperdibile è la celebre Sala del Mappamondo, dominata dalla splendida Maestà di Simone Martini, dipinta nel 1315.

Angela: nella stessa sala spicca anche il famoso affresco di Guidoriccio da Fogliano, il condottiero senese raffigurato a cavallo mentre guida l’assedio di un castello nel paesaggio delle campagne toscane.

Piero: l’ultima tappa della visita è forse la più interessante, la Sala dei Nove, la stanza dove si riunivano i governanti della repubblica.

Angela: qui Ambrogio Lorenzetti ha dipinto tra il 1338 e il 1339 uno dei cicli pittorici più straordinari del Medioevo: gli affreschi del Buon Governo e del Cattivo Governo.

Piero: nel Buon Governo la città appare prospera e ordinata: botteghe aperte, mercanti, artigiani al lavoro, giovani che danzano nella piazza e contadini che coltivano le campagne fuori dalle mura.

Angela: sul lato opposto, invece, il Cattivo Governo mostra l’effetto della tirannide: edifici in rovina, violenza nelle strade e campi abbandonati.

Piero: il messaggio è chiarissimo: il destino di una città dipende dalla qualità di chi la governa.

Angela: ed è sorprendente pensare che questa lezione politica dipinta sulle pareti della sala del governo di Siena continui a parlare al mondo dopo quasi sette secoli.

Arrivederci Siena

Piero: due giorni non bastano per scoprire tutto quello che Siena ha da offrire.

Angela: ci sono ancora la Pinacoteca Nazionale, il Museo Civico, le chiese di San Francesco e Sant’Agostino, i quartieri delle contrade del Palio.

Piero: ma quello che abbiamo visto è sufficiente per capire una cosa: Siena non è solo una città da visitare ma è una città da vivere.

Angela: e con questa meraviglia negli occhi si conclude il nostro viaggio a Siena.

Piero: il van ci aspetta.

Angela: ma torneremo. A Siena si torna sempre. Intanto però godetevi le nostre passeggiate in questo video.